Cima Vaga, Via 1° Novembre
Battistino Bonali, un nome che, per chi frequenta queste valli, è entrato nella leggenda. A 29 anni salì l’Everest lungo la parete nord, superando integralmente il Couloir Horbein per la prima volta, senza ossigeno supplementare e senza portatori. Iconica la sua foto in cima, dove, al posto dei soliti gagliardetti istituzionali, teneva in mano uno straccio con scritto «Grazie Dio». Alpinista di altissimo livello, dal ghiaccio alla roccia, fino allo sci ripido (su YouTube trovate ancora il video in presa diretta della discesa integrale lungo la parete nord dell’Adamello), perse la vita l’8 agosto 1993 lungo la parete nord dello Huascarán, insieme al compagno Giandomenico Ducoli. Intenti a ripetere la via Casarotto, vennero travolti da una scarica di neve e ghiaccio a poche centinaia di metri dalla cima. Insomma, una di quelle figure che, senza finire sulle riviste patinate, ha saputo praticare silenziosamente un alpinismo di alto livello, fatto di ricerca e amore per la monta...